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METODOLOGIE, STRUMENTI E PRODOTTI REALIZZATI
Fase N° 1: titolo MONITORAGGIO ED ANALISI DEGLI OBIETTIVI DEL PROGETTO
Descrizione della Fase
La fase consiste nella formazione del Gruppo di lavoro e del Comitato
tecnico scientifico che dovranno condividere le strategie di
attuazione e realizzazione del progetto e definire i ruoli dei propri
componenti. Il lavoro dei due gruppi, che interagiranno per tutta la
durata del progetto, sarà a beneficio e a governo del lavoro svolto
anche a Piacenza e Forlì.
Per gli interventi, si prevedono riunioni plenarie mensili in fase di
sviluppo del progetto, indirizzate all’analisi dei dati raccolti, la
stesura delle analisi e l’approvazione di eventuali correttivi nelle
metodologie seguite.
In questa fase si svilupperanno i contenuti dei modelli, degli
indicatori e delle metodologie che al termine del progetto
rappresenteranno le buone pratiche di intervento promosse dal bando:
Si attuerà la costituzione di un gruppo di sperimentazione e studio
che sarà di indirizzo alle funzioni di un’équipe di operatori del
trattamento allargato (esperti di formazione, operatori penitenziari
area educativa, personale della direzione degli Istituti penitenziari,
responsabili degli Assessorati per le Politiche Sociali dei Comuni,
operatori appartenenti a servizi diversi a carattere sociale e
trattamentale) .
Tempi di realizzazione, quantificazione e descrizione delle risorse
umane coinvolte
La fase avrà durata per tutto il progetto. Le risorse sono
rappresentate dai promotori del progetto oltre che da esperti
universitari, da rappresentanti del Dipartimento dell’Amministrazione
penitenziaria e del CSSA.
Fase n° 2: Titolo INDAGINE SUL CAMPO
Descrizione della Fase
Questa fase rappresenta un momento di analisi delle esperienze
formative e di inserimento lavorativo realizzate negli ultimi 10 anni
al fine di dettagliare e valutare le caratteristiche qualitative e
quantitative delle azioni positive già realizzate, e verificare la
possibilità di costruzione di buone prassi per la soluzione del
problema carcere-reinserimento-lavoro e l’individuazione degli
indicatori e criteri per la costruzione di un sistema di monitoraggio
e valutazione delle esperienze realizzate.
La rilevazione di esperienze, dati e progetti analoghi attivati nella
città e proiettati (con rilevamento dati e statistiche con modelli
adeguati) nell’Emilia consentirà di mettere a fuoco le modalità più
efficaci per il trattamento del problema del reinserimento dei
detenuti, di analizzare punti di forza delle azioni realizzate a loro
favore.
La ricerca toccherà direttamente tutti i detenuti degli Istituti
penitenziari di Parma, una particolare attenzione verrà dedicata a
detenuti ed ex detenuti immigrati (clandestini regolarizzabili,
clandestini non regolarizzabili) e con problemi di tossicodipendenza,
per i quali numerosi partner del progetto possono programmare
interventi su misura. Utilizzando i canali delle organizzazioni e
associazioni che operano in particolare sui clandestini, si cercherà
di intervenire anche su questa categoria in quanto sussiste un aspetto
concreto di rifiuto personale al rientro in patria come espulso che
potrebbe trovare modalità di mediazione e supporto con l'intervento di
appropriate organizzazioni nell'ambito di accordi bilaterali esistenti
tra i paesi. La ricerca analizzerà inoltre la problematica delle
persone soggette a pene alternative, poiché quest’ultimo aspetto è
spesso particolarmente trascurato.
Operativamente, l’indagine partirà con uno screening preliminare
finalizzato all'identificazione di fonti informative già attive sul
territorio regionale (banche dati, servizi di incrocio
domanda/offerta, siti internet, ecc.) che possono concorrere alla
localizzazione delle esperienze da censire ed analizzare. Sulla base
dei risultati verrà predisposto un modello operativo per il
monitoraggio delle esperienze, un set di strumenti per la loro analisi
e valutazione contenenti criteri di qualità per l’individuazione delle
best practice passibili di diffusione. Si attiverà quindi la rete di
monitoraggio per una prima rilevazione estensiva sul territorio delle
esperienze positive di inserimento socio-lavorativo di ex detenuti.
Poi, impiegando il modello di analisi predisposto, verranno affrontate
tutte le esperienze raccolte per una loro valutazione e selezione
secondo i criteri individuati, al fine di costituire il primo corpus
della banca dati di best practice del progetto. Tutte le prassi
positive saranno classificate e sistematizzate in una banca dati sui
“casi eccellenti” che documenti tutti gli aspetti progettuali e
realizzativi utili per una loro diffusione.
In sintesi si dovrà:
- predisporre una mappa significativa riguardo a cosa è stato fatto
negli ultimi dieci anni e i risultati ottenuti, che cosa è possibile
proporre o modificare rispetto alla situazione attuale nel territorio
della Regione Emilia Romagna;
- verificare la qualità delle interazioni o reti comunicative che si
attivano tra i differenti attori coinvolti nel processo di
reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti.
Tempi di realizzazione, quantificazione e descrizione delle risorse
umane coinvolte
Questa prima fase dell'attività verrà realizzata in un periodo di sei
mesi, coinvolgendo rilevatori ed esperti di problematiche sociali
legate al carcere, provenienti dai partner del progetto e dal mondo
dell’Università. Gli strumenti di lavoro e di indagine (questionari)
saranno già stati stesi nella fase di Monitoraggio e analisi degli
obiettivi del progetto.
Fase n° 3: Titolo SEMINARI DI FORMAZIONE AL LAVORO IN RETE
Descrizione della Fase
Questa fase del progetto è dedicata alla razionalizzazione e
sistematizzazione della rete stabile territoriale pubblico/privata che
favorisce la definizione di percorsi di inserimento socio-lavorativo,
assumendo i risultati della rilevazione di esperienze positive
realizzata nella indagine sul campo per elaborare modelli di
intervento di rete.
Pertanto, si intende ricercare, sperimentare e capitalizzare modalità
di azione che consentano di intervenire con buone possibilità di
riuscita nel lavoro con utenze che si trovano in situazioni specifiche
della detenzione o che usufruiscono di misure alternative.
L'idea è quella di integrare, in modo permanente, una serie di azioni,
rivolte a detenuti prossimi alla scarcerazione o in semilibertà, che
facilitino l’orientamento, la ricerca di opportunità di inserimento
lavorativo, la formazione dei destinatari del progetto, coordinando
l’attività degli enti e dei soggetti detentori delle necessarie
informazioni e capacità di intervento.
In particolare, il modello di rete ipotizzato in sede progettuale
agirà attraverso l’integrazione e il coordinamento di:
1) strutture in grado di realizzare azioni di orientamento all’interno
del carcere, attraverso consulenze individualizzate ai singoli
destinatari; a tali strutture sarà deputato il compito di valutare le
possibilità di accesso al mercato del lavoro dei detenuti prossimi
alla scarcerazione, le loro competenze, le azioni di supporto
necessarie al successo del reinserimento socio-lavorativo;
2) ) strutture che, in collaborazione con i Servizi per l’impiego,
sono in grado di ricercare le opportunità occupazionali e le offerte
di lavoro presso le imprese, le cooperative, in genere gli enti
privati della regione; a tali organismi sarà assegnato il compito di
sondare il territorio provinciale e regionale per valutare i profili
richiesti sul mercato del lavoro, le imprese/enti in cerca di
personale e disponibili ad ospitare in tirocinio persone svantaggiate;
3) strutture in grado di accompagnare l’inserimento lavorativo
attraverso la progettazione e la gestione di tirocini e di attività
formative su misura;
4) strutture in grado di mettere in atto azioni di supporto necessarie
al reinserimento sociale dei detenuti.
Vale ancora la pena di sottolineare che la rete che si intende
attivare permarrà anche dopo la conclusione del progetto. Si tratta
infatti di una rete stabile territoriale, che non deve perdersi con
l’iniziativa non corsuale qui trattata.
Si sottolinea infine che una delle azioni fondamentali del progetto è
la costruzione di un sito Internet, quale strumento di diffusione
delle informazioni e di comunicazione tra i partner del progetto,
oltre che tra gli erogatori di servizi e i loro utilizzatori.
Infatti, uno dei mezzi tecnologici che consente di divulgare ed
accedere in modo efficace e agevole alle informazioni consiste
nell’utilizzo della rete Internet. Rendendo disponibili on-line le
informazioni relative alle attività previste dal progetto, si potrà
effettuare un’azione di diffusione e divulgazione delle iniziative in
corso, riducendo il gap tra attivazione di un servizio e conoscenza
dello stesso da parte del destinatario, per tendere addirittura ad un
sistema just in time.
Inoltre, un altro vantaggio dell’implementazione delle tecnologie
digitali è l’economicità e la facilità di accesso, di elaborazione,
memorizzazione e trasmissione delle informazioni. Ancora, un ulteriore
fondamentale prerogativa è l’interattività, e può essere sfruttata per
un approccio completamente nuovo all’erogazione di servizi di
solidarietà sociale, oltre che all'apprendimento, all'orientamento e
alla formazione.
Ecco perché questa fase del progetto costituisce un elemento
importante di implementazione, sperimentazione, diffusione e
promozione, attraverso l'attivazione di un sito Internet che svolga le
seguenti funzioni centrali:
a) diffonda le iniziative di
assistenza/orientamento/formazione/inserimento lavorativo promosse dai
partner del progetto;
b) promuova le iniziative stesse, in modo da favorire il processo di
selezione dei partecipanti e la possibilità di accesso;
c) metta in rete la banca dati realizzata durante l’indagine sul campo
e le banche dati specifiche dei partner del progetto;
d) divulghi i risultati prodotti dalle iniziative attivate, in termini
di personale formato e inserito nel mondo del lavoro;
e) crei un luogo di informazione, consultazione e servizi in una
logica di integrazione di diversi attori operanti sul progetto.
Scopo del sito Internet è pertanto supportare la rete e creare nuove
tipologie di servizio in grado di potenziare il processo di
innovazione dei servizi socio assistenziali a favore dei detenuti e
degli ex detenuti, al fine di rendere l’accesso all’informazione e lo
scambio di conoscenze più facilmente fruibile e gestibile.
Si realizzeranno anche una serie di incontri (work shop) lungo tutto
il percorso di attuazione del progetto con gli operatori coinvolti e
facenti parte della rete.
Gli incontri avranno carattere di iniziative di formazione,
consulenza, gruppi di progetto con gli obiettivi di:
- sensibilizzazione e formazione mirata degli operatori del sistema di
rete per un coinvolgimento diretto e partecipativo al percorso di
reinserimento socio-lavorativo;
- valorizzazione degli attori in rete rendendoli partecipi di valori,
codici linguistici, mission, logiche tipiche del progetto;
- aggiornamento delle competenze necessarie per una gestione efficace
ed efficiente del collegamento e del coordinamento delle azioni
previste;
- diffusione di nuove metodologie e nuovi strumenti, in particolare
della formazione professionale;
- seminario conclusivo di diffusione dei risultati e delle
innovazioni.
Tempi di realizzazione, quantificazione e descrizione delle risorse
umane coinvolte
Gli operatori del sistema in rete saranno coinvolti attivamente nelle
fasi di realizzazione del progetto attraverso incontri operativi (work
shop) per tutta la durata delle attività dell’intervento.
Prima dell’avvio, durante l’attuazione e nella fase conclusiva del
progetto sono previsti questi incontri tematici di riflessione,
lavoro, presa di decisioni, diffusione di informazioni in cui gli
operatori potranno confrontarsi e reciprocamente arricchirsi di
ulteriori considerazioni, informazioni e daranno il proprio contributo
al momento degli incontri e successivamente con azioni all’esterno per
attuare le decisioni prese.
I work shop avranno durata di 3-4 ore ciascuno e avranno carattere
mensile lungo tutta l’attuazione del progetto.
Agli incontri parteciperanno di volta in volta gli operatori coinvolti
ed avranno un ruolo attivo dalla fase di progettazione alla fase di
analisi e di messa a punto del sistema di monitoraggio.
Sarà importante anche il seminario conclusivo di restituzione dei
risultati e di diffusione delle modalità di lavoro e degli aspetti
innovativi e di attuazione delle attività.
Il carattere divulgativo sarà nei confronti delle categorie
interessate e non solo degli operatori che hanno avuto un ruolo nel
progetto.
I coordinatori che fanno capo agli Enti di formazione professionale
produrranno materiali, relazioni, documenti informativi che
divulgheranno costantemente durante l’intero arco di tempo di
attuazione del progetto anche all’interno del sito Web previsto dal
progetto, dove appariranno i dati dell’evoluzione del progetto e i
risultati raggiunti sotto forma di monitoraggio qualitativo e in
termini di inserimenti nel mondo del lavoro e del tessuto sociale.
Fase n° 4: Titolo SPERIMENTAZIONE DI PERCORSI ESEMPLARI
Descrizione della Fase
Dopo la definizione degli indicatori e criteri per la costituzione di
un sistema di monitoraggio e valutazione delle esperienze realizzate
nell’ambito della formazione, transizione e integrazione sociale e la
messa a punto delle risorse umane e tecnologiche necessarie alla
creazione della rete, questa fase del progetto prevede la sua
sperimentazione, attraverso la realizzazione, e l’analisi delle
competenze professionali dei detenuti che si trovano in condizioni
giudiziarie che permettano il godimento di regimi alternativi di
percorsi di reinsemento socio-lavorativo che misureranno l’efficacia
della rete e dei propri strumenti.
Verranno utilizzati strumenti della formazione professionale quali il
bilancio di competenze e i tirocini orientativi e formativi anche
legandosi ai progetti di formazione in essere all’interno dei
penitenziari durante lo svolgimento del progetto. Il bilancio delle
competenze rivolto ad un’utenza di detenuti assume una valenza di
azione orientativa prima e di aiuto all’inserimento lavorativo
successivamente. La popolazione carceraria conta di persone che hanno
maturato, anche durante il periodo detentivo, delle notevoli
competenze. Si pensi ai detenuti che per anni hanno assistito compagni
inabili, lavorato in cucina, curato la pulizia degli ambienti o sono
stati impiegati nella manutenzione ordinaria. Possono vantare
un’esperienza lavorativa, senza tuttavia essere in possesso di alcun
documento/certificazione che attesti quella serie di conoscenze,
abilità, competenze che negli anni li hanno arricchiti. L’utente
privilegiato e diretto delle azioni del bilancio di competenze è il
singolo. In Italia questo processo di orientamento e il bilancio di
competenze non ha un taglio sociale, ma è diventato uno strumento di
riposizionamento strategico nel Mercato del Lavoro.
La presente fase si pone l’obiettivo di creare così una mappa di
opportunità per favorire e promuovere azioni di aiuto alle persone che
dovranno avvicinarsi al mondo del lavoro e di sperimentazione degli
attori della rete, attraverso l’utilizzo di strumenti molto flessibili
e semplici da utilizzare come il portafolio di competenze.
La sperimentazione si innesta su un'esperienza di attività pluriennale
del Consorzio Forma Futuro condotta all’interno del carcere in
collaborazione con i soggetti locali inclusi in questo progetto. La
necessità di sistematizzazione e di sperimentazione fa riferimento in
particolare agli aspetti già evidenziati:
- sistematizzazione e sperimentazione di una rete territoriale che
funziona supportata da un sistema informativo di rete e di progetto;
- messa a punto di percorsi rivolti a detenuti nelle diverse
condizioni per contribuire a ridurre la possibilità di fallimento nei
percorsi di reinserimento socio-lavorativo.
La sperimentazione condotta durante questa fase del progetto
riguarderà non soltanto il modello di attivazione ed erogazione
integrata dei servizi, ma anche gli strumenti telematici utilizzati
(ad esempio il sito internet). In questo modo si potrà valutare la
bontà dell’assetto organizzativo, del sistema informativo nei
confronti dell'utenza, del sistema di comunicazione e relazione tra i
partner della rete, il successo degli strumenti messi a punto.
Si individueranno i detenuti prossimi alla scarcerazione o in
semilibertà, si realizzeranno colloqui individuali di orientamento e
finalizzati al bilancio di competenze, si incroceranno le esperienze e
le capacità lavorative dei destinatari con la domanda di lavoro
espressa dalle imprese e dalle cooperative sociali del territorio, si
predisporranno tirocini formativi progettati "su misura" rispetto alle
esigenze di entrambi gli interlocutori, si valuteranno le successive
possibilità di reinserimento lavorativo, si attiveranno gli altri
partner del progetto in grado di dare supporto per il reingresso nella
comunità.
L'attività rivolta ai detenuti ha l'obiettivo di attivare nei
destinatari processi decisionali individuali, in un’ottica
inizialmente orientativa che rinforzi e sperimenti in modo protetto le
competenze relazionali e di problem solving; è fondamentale proporre
al destinatario un’opportunità costruita congiuntamente, in cui egli
abbia la netta possibilità di riconoscersi e di investire,
intravedendone la concreta finalizzazione e i supporti anche sociali a
fronte dei problemi collaterali. È importante che questo percorso sia
collegato con il sistema personale di aspettative del detenuto e
agganciato realisticamente ad un bilancio di competenze che aiuti,
nella fase di autovalutazione, a valorizzare anche la motivazione
personale integrandola nella concreta rete delle risorse territoriali.
I tirocini con i quali si avvierà l’inserimento lavorativo dei
detenuti saranno progettati congiuntamente dagli operatori delle
diverse strutture della rete territoriale. Saranno progettati
singolarmente per ogni destinatario, valutando i risultati del
bilancio di competenze, le aspettative, le motivazioni, i saperi in
ingresso, così da predisporre percorsi il più possibile aderenti alle
caratteristiche dell’utente. I tirocini andranno pertanto a definire
profili lavorativi differenziati, e avranno durata anch'essa diversa,
poiché dovranno essere progettati in funzione delle esigenze formative
del destinatario e dell’ambito lavorativo in cui andrà ad operare.
Al termine di questa fase si potrà valutare il successo delle azioni
compiute considerando il risultato positivo o negativo delle attività
integrate messe in atto.
Tempi di realizzazione, quantificazione e descrizione delle risorse
umane coinvolte
Questa azione si realizzerà nei quattro mesi finali del progetto e
continuerà anche oltre il suo termine coinvolgendo tutti i partner del
progetto nel momento attuativo sperimentale della rete. Si
utilizzeranno esperti di orientamento e di problematiche sociali
legate al carcere, gli esperti impegnati nell’osservazione scientifica
del detenuto così come previsto nell’Ordinamento penitenziario,
esperti di formazione ed esperti del mercato del lavoro e della
cooperazione sociale.
Fase n° 5: Titolo DIFFUSIONE DEI RISULTATI ED ATTIVITA' DI SOSTEGNO
Descrizione della Fase
L’ultima fase del progetto costituisce un’azione di sensibilizzazione
della comunità e di divulgazione dei risultati del progetto. Come già
sottolineato, esiste un vero e proprio distacco tra realtà locale e
realtà penitenziaria, tra cittadini e detenuti. La realtà del
penitenziario rimane infatti “invisibile” alla comunità, che non ne
conosce i problemi, l’organizzazione, le attività. La rottura, o per
lo meno l’attenuazione, di tale distacco può realizzarsi con
iniziative di sensibilizzazione ed informazione.
Si effettueranno pertanto momenti di incontro strutturati (se ne
prevedono 3), su due livelli: uno per le associazioni e i referenti
istituzionali, in cui verrà presentato il risultato dell’attività
condotta, e un momento più propriamente rivolto a promuovere
l’interazione "carcere-società". Si è rilevato d’altra parte che la
promozione di contatti più diretti (ex detenuto - azienda; ex detenuto
- famiglia disponibile ad aprire un punto d’appoggio) favorisce il
superamento delle diffidenze.
Tali incontri saranno realizzati in diverse località della regione,
presso le quali sono presenti istituti penitenziari, durante i quali
interverranno esperti dei servizi sociali e delle organizzazioni della
rete, oltre che rappresentanti di imprese ospitanti i tirocini e
detenuti che avranno usufruito dei servizi del progetto, per divulgare
non soltanto i risultati dell’iniziativa ma anche e soprattutto per
incidere sul distacco tra realtà carceraria e comunità civile.
Questa azione potrà avere effetto inoltre sulla domanda di sicurezza
in termini di assunzione di responsabilità da parte della comunità,
pur in presenza di una tendenza politico-culturale complessiva a
declinare il concetto di sicurezza in termini difensivo-punitivi
piuttosto che in una prospettiva di integrazione sociale.
L’attività di diffusione finale dei risultati rimane comunque
fondamentale, poiché:
- serve a rendere visibile l’esperienza compiuta anche al di là dei
soggetti direttamente coinvolti e a consentire collegamenti con altre
realtà;
- serve a rendere i soggetti istituzionali partecipi delle conclusioni
del progetto e degli output da esso generati;
- sensibilizza l’opinione pubblica sull’importanza di agire in modo
integrato sulle fasce deboli.
Le azioni che compongono questa fase sono:
- pubblicazione di metodologie, standard e di report sull’esperienza e
loro diffusione;
- realizzazione cicli di seminari dedicati alla popolazione, per la
diffusione dei risultati del progetto e per portare a conoscenza la
realtà del carcere;
- inserimento sul sito Web delle azioni, delle metodologie e dei
risultati complessivi del progetto;
- momenti di confronto con i soggetti regionali e provinciali che
curano le politiche di intervento della formazione professionale
compresi nella Misura B.
Tempi di realizzazione, quantificazione e descrizione delle risorse
umane coinvolte.
Questa fase verrà realizzata nei due ultimi mesi del progetto
coinvolgendo esponenti dei partner del progetto. La cura e la
divulgazione dei risultati sul sito Web verrà affidata invece a
esperti per la gestione del sito. |